Queste pagine...

... sono il mio muro del pianto, una valvola di sfogo per una persona che non riesce ad adattarsi alla normalità della vita quotidiana. Perdonate dunque la mancanza di tatto, di peli sulla lingua, magari di rispetto, che avrò nell'esprimere certe opinioni, a volte non proprio "politically correct". Fatevi sotto: ogni commento (purché costruttivo) è il benvenuto!
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sabato 31 luglio 2010

Risparmiare sul detersivo per piatti (inquinando anche meno)

Dal blog: http://viverebeneconpoco.blogspot.com/

Far rendere 6 volte di più il nostro detersivo per piatti!!

Mi è capitato di comprare del detersivo economico per risparmiare, col risultato che ne usavo il doppio spendendo come quando compravo quello di marca ma inquinando due volte tanto.
Trovo che i detersivi di marca siano migliori di quelli economici... o meglio... trovavo, perchè ho scoperto come potenziare un detersivo economico facendolo rendere tanto quanto uno di marca... anzi, 6 volte di più!!

Cosa occorre fare??

Semplicissimo.
Sciogliete 2 cucchiai colmi di bicarbonato in un litro d'acqua e diluite un litro di detersivo economico con la soluzione ottenuta. Otterrete così due litri di ottimo detersivo per piatti, super sgrassante e deodorante: il bicarbonato infatti scioglie il grasso ed elimina gli odori.
Mi raccomando, non versate il bicarbonato direttamente dentro il detersivo perché non si scioglie bene, scioglietelo prima in acqua e poi diluite il detersivo.
Il bicarbonato ha anche potere di addensare il detersivo che così non risulterà troppo liquido.

Se facciamo un calcolo approssimativo, possiamo dire di aver risparmiato 6 volte tanto.
Un detersivo di marca, costa in media 1,50€ al litro (ne troviamo da 1,30€ fino a 2,00€)
Il detersivo meno caro che ho comprato costa 0,50€ al litro e ricavandone il doppio con la diluizione costa poco più di 0,25€ al litro (dico "poco più" perché c'è da calcolare il prezzo del bicarbonato quasi irrisorio): il rapporto è di uno a sei!!!
Notevole, non trovate??
:)

Buon risparmio!

P.S. Non per fare pubblicità, ma allo scopo è perfetto il detersivo ecologico "Neutral" che vendono al Todis nelle confezioni in Tetrapack da 1 litro. ;)

giovedì 3 settembre 2009

Un po' di aggiornamenti

Riecco qua la vostra gatta sgdegnosa, sempre più apatica e antipatica, uscita quasi indenne da un semestre alquanto bizarro e impegnativo. Le novità sono tante, alcune belle altre meno, ma... "questa è la vita", almeno così dicono.

Novità n. 1 - La gatta ha finalmente un tetto. Non quello che scotta... anzi sì, scotta anche visto che parliamo di una mansarda, intendevo un tetto sopra la testa. Stanca di cercare casa in ogni minuto del suo -già esiguo- tempo libero e sentirsi presa per i fondelli dalle agenzie immobiliari e dai privati tutti, ha deciso di "accontentarsi" di una mansardina di proprietà dei genitori, a ben due piani di distanza da loro. Indipendenza a metà? Forse. Ma va bene anche così. Non vi tedierò con i racconti di tutte le difficoltà affrontate durante il restauro, visto che non ho avuto più nemmeno la forza di scrivere due righe le lascio alla vostra immaginazione. Non è ancora concluso il tutto, ma confido nella magnanimità della ditta che deve fare l'allaccio del gas e conto di trasferirmi entro l'età pensionabile. Non da sola, almeno spero...

Novità n. 2 - La gatta è tornata vegetariana. Ebbene sì, dopo tanto riflettere, piangere davanti a filmati shock e sentirsi un'ipocrita, ha deciso, non senza qualche sofferenza (maledetta mortadella, perché devi profumare così tanto?) di non mangiare più altri animali. Durante le vacanze ha fatto un paio di eccezioni, che sono costate al mare una strage di vongole e cozze indifese, ma si è ipocritamente consolata pensando che avevano vissuto in libertà e non si sono accorte di morire. Almeno spero.
Posterò qualche ricetta veg di tanto in tanto, giusto per tenere a mente le cose più saporite che mi è capitato di preparare (e consolarmi nei momenti di astinenza da salsicce), spero apprezzeranno anche i lettori non-veg.

Novità n. 3 - La gatta non ha più la cistifellea. Che riposi in pace, libera dai sassi e dagli spasmi, amen.

Novità n. 4 - La gatta ha definitivamente sfanculato le odiose lenti a contatto e si farà un paio di occhiali appena troverà una montatura guardabile. Stanca di sentirsi sempre la sabbietta negli occhi e di ritrovarseli a fine giornata come un lemure, ha gettato via l'ultimo paio di quelle scomodissime lentine e ha vissuto un'estate da Mr. Magoo. Tanto, con quello che c'è da guardare in giro, è quasi meglio così...

sabato 21 febbraio 2009

Finalmente potrò di nuovo uscire la sera...

Oooh! Ci voleva l'ultimo decreto del nostro favoloso governo a farmi tornare la voglia di scrivere, il decreto con i favolosi provvedimenti "anti-stupro"!

Finalmente, dopo tanto patire a causa dei "rumeni-brutti-e-cattivi-che-vengono-a-rubare-il-lavoro-e-a-stuprare-le nostre-donne"... e qui mi interrompo subito perché già mi scappa di dire una cosa. Le "nostre" donne?
Fatemi capire, "nostre" di CHI? Non mi pareva di avere una targhetta sull'orecchio come una mucca e nemmeno un marchio a fuoco su una chiappa che indichi che sono "Italiana doc o dop", ma mi sarà senz'altro sfuggito. Dettagli. Del resto nemmeno ci tenevo a sembrare una forma di parmigiano.
No perché quindi se stuprassero, mettiamo il caso, una badante ucraina o una cuoca etiope andrebbe tutto bene? Solo per capirsi eh, non per fare polemica.
Ok, quelle possono essere stuprate, tanto sicuro non sono nemmeno vergini. Vai a capire cosa fanno, quelle là, per riuscire ad arrivare qui. Eeeeh, signora, sapesse....

Dicevo, finalmente noi belle-e-virtuose-fanciulle-italiane saremo al sicuro quando giriamo di notte per strada. Avremo dei valorosi angeli custodi a vegliare sui nostri passi. Evviva le ronde dei cittadini!
Certo saranno cittadini un po' attempati, magari, visto che si prevede di mandare in strada ufficiali delle forze armate e della protezione civile che sono in pensione.
Forse avranno un accenno di artrite e magari occhiali da Mr. Magoo. Ma che importa? Finalmente si potrà uscire la sera e stare tranquille, ci penseranno loro a sparare ai cattivi!

Ah, ma saranno anche disarmati? Mh.
Vecchi, zoppi, semi-ciechi e anche disarmati. Oddio forse, viste le mani tremolanti e la vista non più da aquila, che non si mettano a imitare John Wayne in mezzo alla strada non sarà proprio male male... molti gatti innocenti risparmiati.

Ma che potranno fare per difenderci? Lanciare la dentiera? Strozzare lo stupratore col catetere? Soffocarlo col riporto? Finirlo a colpi di sporta della spesa?

Ma no! Avranno i telefonini nella fondina!
Grandissima idea, sì sì, basterà che l'anziano angelo, avvistato il losco soggetto - possibilmente rumeno -, faccia una rapida telefonata (rapida, beh, con le dita rattrappite e la cataratta non so...) e arriverà subito (subito?) una bella volante a sirene spiegate a salvare l'innocente donzella e a castigare il brutto rumeno cattivo.

Resto perplessa... ma solo perché sono invidiosa che non ci abbia pensato la sinistra, tutto qui.

E così, il nostro bel governo ha preso due piccioni con una fava: strade più sicure e pensionati meno soli. Ottimo. Tra l'altro, occupati come saranno a fare le ronde come i guerrieri della notte, non penseranno più a come arrivare a fine mese con la misera pensione che prendono e magari scorderanno più in fretta l'inculata pazzesca che hanno appena preso con la Social card.

Mi chiedo però come si risolverà il conflitto di interesse sicurezza/economia-che-gira quando, con il caldo torrido di luglio, nessun telegiornale potrà più dir loro di rifugiarsi nei supermercati o nei centri commerciali, dove c'è l'aria condizionata.
Forse inizierà a serpeggiare la notizia che gli stupratori, spodestati dai vicoli bui e questa volta di nazionalità nepalese, hanno iniziato ad aggredire le brave-massaie-brianzole al reparto latticini dell'Auchan? Ma andate pure a fare la spesa tranquille, ci penserà l'angelo pensionato a stordirli a colpi di stracchino Nonno Nanni!

Staremo a vedere... nel frattempo, per stare più tranquilla, giro con la lacca nella borsa. Hai visto mai un vecchietto mi scambiasse per un pericoloso stupratore, almeno gli rimetto in forma il parrucchino.

martedì 27 gennaio 2009

Uhm...

Sono più di due mesi che non do segni di vita qui sopra.
Se esiste un "blocco del blogger"... ecco, ce l'ho.

martedì 18 novembre 2008

Grazie dei fior....

Sto tentando di trovare un mio equilibrio. Scivolo, mi aggrappo, a volte resisto per un po' ma poi inesorabilmente ricomincio a vacillare. Mi pongo troppe domande forse, mi fermo in mezzo agli incroci, indugio inutilmente, troppo spesso riparto in quarta e investo come un treno in corsa tutto e tutti.

I Fiori di Bach dovrebbero aiutarmi a ritrovare "la diretta via ormai smarrita".
Ecco, secondo uno strano test elettromagnetico, quali sono i miei:

Cerato: non si pone sufficiente ascolto alle proprie impressioni e decisioni, chiedendo in continuazione un parere agli altri senza però tenerne conto. Ci si sente obbligati a controllare le cose più volte (gas, luce, acqua, ecc.), si è facilmente fuorviati dai consigli altrui e poi ci si pente di non essersi fidato del proprio istinto, si è spesso instabili.

Chicory: si vuole bene agli altri, ma si vuole essere contraccambiati. Si è preoccupati per gli altri in maniera tale da poterli comunque anche controllare. Si tiene la casa in maniera impeccabile, stressandosi e stressando. Non si è sufficientemente amati per quello che si è fatto per loro.

Mimulus: per tutte le paure definite, conosciute (per esempio della gente, di animali, del dolore, di morire, di situazioni e cose specifiche); i contatti sociali con estranei (come incontri, telefonate) mettono in difficoltà e se si può si delegano ad altri, o si tende a svolgerli in compagnia di chi si conosce. Per le persone timide, paurose della folla, che arrossiscono facilmente, che hanno spesso mille paure.

Red Chestnut: la paura per la salute e l'incolumità degli altri è la fonte principale di stress. Se qualcuno ritarda il primo pensiero va verso gli incidenti. Si è sempre apprensivi per le persone care. Si immagina sempre il peggio: ogni volta che squilla il telefono si pensa subito alla possibilità di brutte notizie; ci si preoccupa dei mali del mondo e le notizie di ogni telegiornale fanno soffrire.

Star of Bethelhem: quando un trauma o un'esperienza del passato sono i responsabili di alcuni attuali atteggiamenti. Per tutti i traumi.

White Chestnut: ci sono pensieri e preoccupazioni che si ripresentano continuamente, anche senza volerlo. I problemi divengono asfissianti, in quanto la mente vi ritorna sempre; questo ostacola e provoca confusione mentale; i pensieri si susseguono senza conclusione, come un disco rotto: qualcosa, anche una musichetta, è ripetuta nella mente e non dà pace, così alla fine si riposa anche molto male.

Ne prendo 4 gocce sotto la lingua, 4 volte al giorno. Le prime sensazioni sono state pessime: peggioramento di tutti i sintomi, angoscia profonda, scoppi di pianto immotivati, sonno letargico. Mi sento come se mi avessero passato l'anima nella centrifuga. Passerà.
Passerà?

giovedì 13 novembre 2008

Ma quale occhio felino!

La vostra gatta è una talpina in realtà. :(
Dopo la visita dall'oculista è venuto fuori che la mia ipermetropia adolescenziale, che sarebbe dovuta regredire con la crescita, sta tutta lì... anzi, è anche aumentata. Yuppi.
Non so se sia il sintomo forte e chiaro della mia ormai conclamata sindrome di Peter Pan, fatto sta che i miei occhi, come molte altre cose di me, si rifiutano di crescere.
Ma vabbè, fin qui poco male, ho adattato i miei occhiali da vicino (che già portavo da 10 anni) con nuove lenti e, con 50€ di spesa, ora leggo più spedita di prima.

Per non farci mancare nulla però, abbiamo anche scoperto che sono diventata astigmatica. Credevo di vedere bene da lontano, ma quando mi ha messo degli occhiali di prova mi si è aperto un mondo nuovo, fatto di scritte nitide e leggibili anche a distanze notevoli.
Però, stai a vedere che il mondo lo vedo brutto per colpa dell'astigmatismo! Chissà che con un paio di occhiali non riesca a scorgere la bellezza anche in Maria De Filippi o nei campi Rom della Casilina...

Mi reco così, triste e mesta ma in fondo fiduciosa, dall'ottico per fare anche un paio di occhiali da lontano. Ora, sarà come dice lui che ho il rifiuto dell'idea di dover mettere gli occhiali, ma non ho trovato una sola montatura, una, che non mi rendesse simile a una zitella nazilesbica inacidita.
O squadrate, fluo-plasticose e pesanti stile Gelmini (che per l'amor di dio), o praticamente inesistenti (ma pur sempre squadrate, non si scappa) che danno un'aria anziana e rassegnata.
Mi guardo attorno, sia nei negozi che fra la gente in metro, faccio caso agli occhiali di tutti, che prima neanche avevo mai notato, alla ricerca di una montatura sottile, delicata, tondeggiante, da tardo-adolescente secchiona. Tutti con occhiali squadrati, persino i protagonisti di Grey's Anatomy, nella lontana Seattle, li portano così. Niente da fare, la moda ancora una volta comanda.

Opto scoraggiata per le lenti a contatto.
L'ottico mi ordina un paio di Baush & Lomb Soflens Toric mensili, su misura per il mio difetto. Confezione da 3 lenti per ciascun occhio, 3 mesi di luce garantita, il tutto per 60 euro.
Entro così in un mondo nuovo, fatto di correzioni sferiche e cilindriche, tacche di posizionamento, bordi svasati, liquidi disinfettanti e soluzioni da risciacquo in cui c'è da perdersi, ve lo assicuro.

Dopo un'iniziale armeggiamento, che mi ha reso gli occhi iniettati stile Gatto Silvestro dopo una notte insonne, riesco a mettere finalmente questi aggeggi. Fastidiosissimi. Appena messe sembra di avere dell'acqua fredda negli occhi, in realtà dopo pochi minuti l'occhio è più secco della Death Valley, con una sensazione perenne di corpo estraneo, tipo un pelo o una ciglia, che permane anche dopo tolte le lentine.
Penso che non ce la farò mai, preferisco quasi tornare al mio mondo opaco e distorto.

Ma la gatta impara in fretta...
Già ieri mattina sono riuscita a far entrare la molliccia lente destra solo al secondo tentativo. La sinistra ha opposto un po' più di resistenza (almeno lei sa cosa significa di essere di sinistra...) ma alla quarta volta ho annegato nella salina la facinorosa ribellione e ho vinto io.
Stamattina la sinistra ha capitolato subito e la destra invece mi ha dato filo da torcere. Gran cosa la par condicio, speriamo si accordino sulla comune linea della morbidezza al più presto o le fiondo entrambe, tanto per non fare torto a nessuno.

Una rapida consultazione del mio forum di amichette mi ha ora aperto le porte della conoscenza di mille marche di lentine, ciascuna con caratteristiche uniche, più mille dritte per indossare questi infernali marchingegni senza massacrarsi le cornee. Credo inizierà un percorso di autoconsapevolezza oftalmica di dimensioni epiche.
Prossimo passo: tentare con le Proclear, che mi dicono essere più delicate delle B.&L. Vedremo come va a finire... se non mi vedrete scrivere più sappiate che starò seguendo un corso di Braille.

mercoledì 1 ottobre 2008

L'altra Sardegna

Come promesso, ecco il consueto raccontino post-vacanza.
Fremevate per l'attesa, eh? ^^

Allora, avete presente la Sardegna dei VIP, quella dei locali esclusivi e chiassosi, delle lussuose ville di politici e intrallazzoni, dei lungomare affollati di reginette dello spettacolo accompagnate dai loro papp.... ehm... mentori, dei paparazzi che vanno in cerca di poppe-al-vento su barche col vento-in-poppa?
Ecco, cancellate dalla mente tutto questo e concentratevi sulle immagini che seguono.

Spiagge lunghe, bianche, semi-deserte, battute dal vento, su cui sdraiarsi al sole ascoltando solo le melodiose conversazioni tra i gabbiani e il mare...














Nuraghi misteriosi, accessibili solo ai pochi intrepidi che si insinuano nella macchia senza paura di restarvi intrappolati al buio...














Curiose creature che appaiono sulle pareti delle grotte, come eterni guardiani...














Ed ecco a voi la Sardegna che preferisco. :)

Certo, bisogna prepararsi:
- ad attraversare strade tortuose dal fondo sconnesso, senza indicazioni né distributori di benzina per km e km, in cui dietro ogni curva potreste trovarvi davanti capre o maiali vaganti...
- a incontrare personaggi curiosi e inquietanti come i pastori che sbucano dal nulla e vi invitano "a vedere la fontana" acchiappandovi sottobraccio e tirandovi verso la macchia con le loro manone callose...
- a chiudere gli occhi di fronte a cani o gatti trattati "come bestie" e non come siamo abituati in città...
- ad aspettare un'ora sotto il sole che apra un'oasi, dato che il guardiano se n'è andato a casa perché "aveva da fare un lavoretto in falegnameria"...
- a digerire pesanti portate dal sapore forte e genuino, accompagnate da vini che vi faranno crollare addormentati come bambini.

Quella che si è parata ai nostri occhi dopo aver lasciato la patinata Golfo Aranci è una terra selvaggia, "vera", che riporta la mente a secoli fa, quando il rapporto fra l'uomo e la terra era ancora sbilanciato dalla parte della terra ed eravamo costretti a obbedire ai suoi capricci.
Hanno fatto da scenario al nostro viaggio montagne aspre e impervie, aride vallate in cui solo le cicale sembrano avere qualcosa da dire, boschi popolati solo da lecci secolari e ginepri ritorti, fredde grotte in cui l'acqua ha modellato colonne e volti, acque cristalline e turchesi popolate di pesci colorati.

Come al solito hanno attirato la nostra attenzione i gatti, più o meno domestici, che abbiamo incontrato durante tutto il viaggio: affettuosamente accuditi nel B&B in cui abbiamo dormito a Posada, scacciati (perché devono prendere i topi) dalle ciotole con gli avanzi destinate ai cani a Fortiches, abbandonati nel giardino di un hotel a S. Maria Navarrese, portati in vacanza come figli da una simpatica famiglia incontrata sul traghetto sia all'andata che al ritorno.


















Certo non sono mancati i momenti di sconforto causati dal caldo opprimente o da nuvoloni che sembravano non voler andare più via, da agriturismi troppo "agri" (sperduti nel nulla tra le valli del Supramonte e senza acqua calda), dalla vista di paesini forse un tempo caratteristici e ora devastati dalla speculazione edilizia, da problemi intestinali per ingestione di acqua di pozzo spacciata per potabile... ma anche questo fa parte di un viaggio "vero" e mi resterà comunque impresso nel cuore per molto tempo.

Per altre foto della Sardegna clicca qui.

Dove dormire e mangiare a Cala Gonone:
B&B Bue Marino: accogliente B&B con camere doppie (alcune con bagno altre senza), super pulito, in posizione strategica. Ha parecchie regole da rispettare e orari un po' "marziali" per la colazione, ma per 25€ a notte a persona vale la pena sacrificarsi un po'.

Pub Ristorante Roadhouse Blues: si trova sul lungomare di Cala Gonone, con bellissima terrazza sul mare. Ottimi primi piatti, pesce fresco e buonissime pizze. Prezzi medi.

Dove dormire e mangiare a Posada:
B&B I Gabbiani: Grande casa con giardino, prima colazione superba con marmellate fatte in casa, camere molto grandi con bagno in comune. 31€ a notte a persona.

Ristorante La Luna (loc. La Caletta): ottimi sia i primi piatti che la pizza, fantastici i vini, prezzi contenuti e personale gentile.

Dove dormire e mangiare a S. Maria Navarrese:
B&B La casa di Tina: unica cosa bella del paese, che per il resto è piuttosto triste. Miniappartamento superaccessoriato a 25€ a notte a persona.

Paninoteca Mc. Puddu's: il Mc Donald locale dove è possibile gustare bontà genuine come panino con pancetta e pecorino, pane e frittata, pane e fettina...

domenica 31 agosto 2008

La gatta va in vacanza...

... e saluta i suoi lettori, certa di ritrovarli più in forma che mai al suo ritorno.

Destinazione: Sardegna, costa est.

A presto!!! :)

lunedì 11 agosto 2008

Mi piace correre... per me

Mi piace, d'estate, andare a correre da sola al parco vicino casa, al tramonto. Il caldo qui dentro sembra dare tregua agli amanti abbracciati sui prati, agli anziani che mangiano un gelato assieme ai nipoti (nipoti che a tavola faranno capricci ma che mai riveleranno perché non hanno fame, facendo l'occhiolino al nonno), a chi come me desidera solo uccidere la giornata correndo e schiacciando sotto ogni passo ciascuno dei pensieri bui che l'ha affollata.

Non porto mai nulla con me.
Niente musica nelle orecchie. Mi piace ascoltare il ritmo dei miei passi sulla ghiaia, l'abbaiare dei cani che socializzano, il frinire delle ultime cicale ritardatarie. Ascolto il mio respiro, il frusciare degli alberi, il battito nel mio petto. Lascio che la mia testa vaghi dove ne ha voglia.

Niente contapassi, orologi, cronometri o altri arnesi elettronici. Corro finché mi va, arrivo dove voglio, mi fermo quando il cuore o i polmoni o i muscoli non ce la fanno più. O anche solo per fare una carezza a un cane curioso. Non mi importa in effetti sapere quanti km abbia percorso, in quanti minuti l'abbia fatto, che frequenza abbia raggiunto il mio cuore. Corro per me, non per dimostrare qualcosa a qualcuno.

Niente telefonino. Non voglio interruzioni nei miei pensieri. Che almeno in questa mezz'ora possano andare dove vogliono, liberi da ogni argine.

Niente documenti di identità. Quando corro non sono nessuno. A volte, magari per esortarmi ad aumentare la velocità mentre passo in una scorciatoia isolata tra gli alberi, mi trovo a pensare alle parole del medico legale chiamato a identificare il mio corpo: "Donna, tra i 25 e i 30 (non è vero, sono più vecchia, ma non sembra e allora me la tiro, almeno nei pensieri), strangolata, ha sicuramente lottato prima di morire (questo per forza, sono una che vende cara la pelle, io)." Presa dai brividi accelero, rincorsa da passi immaginari, dall'ombra delle statue incrostate di muschio, dai fantasmi delle mille persone passate prima di me su quello stesso sentiero, ciascuna con la propria storia, con i propri pensieri in testa, con un motivo preciso o del tutto casuale per passare di là.

Mi diverte osservare la morfologia del corpo di chi corre, cercando di indovinare perché lo fa.
Atleti che vogliono migliorare le prestazioni.
Uomini di mezza età, il cui ventre rigonfio, gravido del figlio di una vita fatta di noia e dei vizi adottati per scacciarla, dona un aspetto meno attraente del nuovo collega della moglie.
Ragazze sovrappeso, che si trascinano rincorrendo il sogno di un corpo di cui non vergognarsi più.
Anziani arzilli dalle gambe asciutte, in gruppo, tutti con la stessa maglia donata dallo sponsor, che fuggono via, per un istante ancora, dal loro ineluttabile destino...

mercoledì 23 luglio 2008

Perle di saggezza da Piazza Tuscolo

Ho assistito a una scena da brivido poco fa.

Roma, quartiere Appio Latino, esterno giorno.
Il garzone di un negozio di alimentari (in cui non metterò mai più piede, n.d.g.) accompagna delicatamente fuori dalla porta e spinge sul marciapiede un'anziana donna, scalza, sporca, che trascina con sé un carrello logoro.

Passano sul marciapiede una donna e una bambina, appena scese (indovinate?) da un SUV.

Lei, la donna, è la tipica mamma di questo quartiere. Tacchi alti, polpacci torniti, lisci di estetista e abbronzati, vestitino svolazzante da 200 euro, borsa Chloè (che ne costa almeno il doppio), piega e meches fresche di parrucchiere.

L'altra, la bambina, la tipica figlia di questo quartiere. Scarpine di vernice rosa, vestitino Baby Armani, boccoli biondi freschi di parrucchiere anche per lei.

- Mamma, perché Gino (ma sì, diciamolo come si chiama 'sto pezzente, n.d.g.) ha cacciato dal negozio quella signora?
- Perché è una signora povera, tesoro.
- E allora mamma? Perché non ci poteva stare nel negozio?
- Perché no tesoro, i poveri puzzano e non ci devono stare vicino al cibo, non è igienico.

Eh... meno male che ci sono le mamme, a spiegare il mondo ai bambini... :|

mercoledì 9 luglio 2008

Sono anziana, portate rispetto

Lo so che brontolo sempre e sembro uno dei vecchietti del loggione del Muppet's Show.
Lo so che ultimamente dico sempre più spesso "quando ero ragazzina io...".
Lo so che ormai un tg direbbe di me "trovata morta una donna (e non più "una ragazza") di 33 anni".

Lo so.

Ma quando un ragazzino, occhialuto e pettinato da una mucca con la scialorrea, ti dice "signora scusi, permesso"... hai attraversato ormai il cancello del viale del tramonto.

A volte ritornano

Ebbene sì. Mi rifaccio viva dopo quasi due mesi di silenzio.
Ma ormai sapete che sono così. Incostante, silenziosa, pigra, presente a intermittenza come un micio.

Le novità? Sto cercando casa. Ebbene sì, la gatta trasloca. Forse.
Sta nel frattempo diventando esperta di "comunicazione selettiva" con gli addetti alle vendite delle agenzie. Qualche esempio? Eccolo:

Se leggete... = Allora vuol dire...
Attico con terrazzo perimetrale = Locale lavatoi condonato (forse) con terrazza condominiale attorno (ma magari il condominio un giorno lo vende)
Piano rialzato = Seminterrato
Giardino interno lastricato = Accesso di straforo alla chiostrina del palazzo (possibilmente quella su cui affacciano i cessi degli appartamenti o la cucina del ristorante cinese all'angolo)
Affaccio riservato = Nella chiostrina interna di cui sopra
80 mq = 45 mq (se va bene)
Cameretta = Sgabuzzino
Terrazzo = Balcone
Balcone = Porta-finestra con 15 cm quadrati di soglia esterna
Ripostiglio = Retro della porta della cucina
Cabina armadio = Armadio a muro
Cucinotto = Se sto dentro io, tu mangi in ingresso col cane
Posto auto = Strada non troppo trafficata, ce la puoi fare a trovare un buco per quel macinino che ti ritrovi
Previsto ascensore = Vai a piedi e non rompere, tanto hai il culone e devi smaltirlo

... to be continued....

domenica 27 aprile 2008

Della natura umana (?)

A volte ho la sensazione che, in una contesa, l'atto del contendere e il desiderio di prevaricare l'altro contendente diventi più importante dell'oggetto conteso.

Poco fa sotto il mio portone.
Esterno notte, una ragazza in scooter si ferma fra due auto in sosta, dietro di lei, aggrappato alla giacca con braccine affettuose, un bambino con il casco in testa.

Un ragazzo esce dal portone e si scaraventa addosso ai due, urlando come una furia:
"Ti sembra questa l'ora di tornare? Eh? Ti sembra questa? Dovevi essere qui per mezzogiorno, sai che ore sono? Sono le otto e mezza, sei la solita stronza inaffidabile!"
Strappa il bambino dall'abbraccio, che si era fatto ancora più serrato, e lo deposita in terra, tornando immediatamente a girarsi verso la ragazza.
"Sono stato anche alla polizia, lo sai? Ti rendi conto di che figura di merda faccio adesso a ritirare la denuncia? A dire che non l'avevi rapito ma che sei la solita stronza, ti rendi conto?!"
Il bimbo ammutolito, prende il papà per mano. Lui sobbalza, lo guarda:
"E tu, entra nel portone e saluta tua madre, perché è l'ultima volta che la vedi!"

Un pianto disperato, quasi un urlo di dolore straziante, prende possesso della scena. Il bambino singhiozza e resta fermo davanti al portone, impalato. Ha le manine serrate a pugno e urla con tutto il fiato che ha.

Il padre, non curante del pianto disperato del bimbo, cioè del banale oggetto della contesa, continua a gridare contro la madre, insultandola.

Lei, che fino a quel momento era rimasta in silenzio con gli occhi abbassati, inizia a gridare, come risvegliata dal pianto del figlio:
"Non puoi fare questo, è mio figlio e ho diritto a passare una giornata con lui!"
"No, tu non hai nessun diritto, sono io che ti faccio il favore!"
....

Sono andata via.
In lontananza, solo parzialmente coperto dalle grida dei genitori, il pianto disperato del bimbo ancora risuonava, solitario e sconsolato, tra i palazzi.

giovedì 3 aprile 2008

...

Secondi frenetici alternati a minuti di noia.
Ore scandite da impegni.
Giorni tutti uguali tra loro, in fila come soldatini impolverati su uno scaffale.
Settimane che scorrono sempre identiche a se stesse, senza lasciarmi addosso nulla che valga la pena ricordare.
Stagioni che si susseguono veloci, portandosi via il mio tempo senza che riesca a dargli un senso.
Anni in cui si perdono i pensieri e si fanno sempre più lontani i sogni.
Che vita sto facendo?

lunedì 24 marzo 2008

Internet Addiction Test

Ebbene sì, m'è presa coi test.
Ho provato a fare questo sulla dipendenza da internet e... beh mi aspettavo sì un risultato alto ma non proprio così.

Risultato: 70 punti.
Commento: You are experiencing occasional or frequent problems because of the Internet. You should consider their full impact on your life.

Alé.
Questo test è ingiusto e severo.

In fondo sono solo nel tunnel di 5 forum sugli argomenti più diversi (di uno sono anche moderatrice), seguo qualche blog (oltre naturalmente a scrivere sul mio), ho una pagina MySpace attraverso cui tengo contatti prevalentemente con amici conosciuti in locali che praticamente ormai non frequento più, uno spazio su Flickr per far vedere agli altri le mie foto (digitali), una libreria virtuale su Anobii per commentare con amici (virtuali e non) le nostre letture, un account su Ebay per vendere e comprare oggetti, almeno 6 indirizzi di posta elettronica tra contatti privati, lavoro e iscrizioni a siti vari (in cui confluisce gran parte dello spam), 3 messaggerie istantanee (Msn Messenger, Skype, Irc), un conto virtuale su Paypal...

Lo so che dovrei uscire di più, ma che colpa ne ho se trovo più facile e rilassante passare una serata sul letto, in pigiama e senza trucco, a chattare con gli amici piuttosto che in piedi, in tiro e soprattutto esposta allo sguardo dei miei interlocutori? Si spreca meno benzina, ci si riposa di più anche se magari si fa più tardi, non si puzza di sigaretta... lo so, solo solo scuse.

La verità è che Internet è Satana e io sono posseduta.... chiamate Padre Merrin.

domenica 23 marzo 2008

Pomeriggi stupidi, fotografi stupidi

Cosa c'è di meglio, in uno stupido solitario pomeriggio pasquale di pioggia, che mettersi ad allineare su un piatto orsetti gommosi per fotografarli?














Mangiarseli a fine set, ovvio. ^^

giovedì 20 marzo 2008

Tu chiamale se vuoi....

Emozioni.
Chi sa dirmi cosa sono esattamente? Come si controllano? Come si nutrono? Dove vanno a nascondersi a una certa età?
No perché io non so dove siano finite le mie.

Che poi no, non è vero. Non sono sparite del tutto.
Solo quelle belle sono lontane, evanescenti, ovattate, come se ci fosse attorno a me un filtro, una rete a maglie fitte che permette il passaggio solo di quelle brutte, dolorose.
Quelle sì che arrivano, mi piombano addosso con la potenza di un calcio in pieno petto, che mi toglie il respiro e mi lascia a terra, disorientata, capace di vedere il mondo solo dal basso.
Sono lì e penso se mai riuscirò a rialzarmi e a rivedere le cose dalla stessa angolatura di prima.

Una brutta notizia e via una notte insonne, passata a piangere.
Una buona notizia e spallucce, "meno male che è andata così".
Non va bene questa disparità di reazione.

Fino a qualche anno fa una serata passata in quattro amici, nell'auto posteggiata sotto casa (perché alla fine nessuno ha deciso dove andare), a parlare di cazzate, di sogni, di ricordi, a passarci la bottiglia di vino con i Pearl Jam in sottofondo era una serata memorabile, magari la più bella dell'anno.
Empatia, risate, calore, vita che sembra volerti esplodere nelle vene.

E ora? Dove sono quegli amici? Sono le stesse persone che oggi, quando si incontrano, parlano in modo spento del loro lavoro, di quanto sia duro campare con pochi euro al mese, di quanto costino le case, di che merda sia la politica, di chi si è sposato e di chi è partito.
Dove siamo finiti tutti? Chi ci ha rubato le emozioni?

Mi mancano le mie emozioni. Qualcuno le ha viste?

mercoledì 30 gennaio 2008

Ciao, mi presento, sono io... io chi?

Non sono impazzita.... non del tutto almeno.
Sono solo stufa di coabitare in questo corpo con mille altre donne che non conosco e che mi fanno fare cose che non vorrei fare.
Ho deciso, dopo recenti delusioni e litigi, di iniziare a fare amicizia con me, attraverso una più profonda conoscenza di "me" come essere umano di sesso femminile.
Voglio farlo da sola, con l'aiuto di libri specifici sull'universo femminile e poche persone amiche. Niente strizzacervelli con i loro stereotipi e i sorrisetti da "io ti conosco, sei il tipo di pag. 45 del manuale", solo io e pochi "fortunati" che mi vedono da fuori.
Non mi interessa la psicologia ma la chimica che la controlla, ho bisogno di andare più a fondo stavolta.

Spero di acquisire mediante questa conoscenza un maggiore controllo delle mie emozioni e dei miei istinti. Quelli biologici, comandati dal mio cervello attraverso piccole stronzissime molecole chiamate ormoni.
Quelli che mi rendono un essere spaesato e spaventato, quelli che mi portano ad aggredire prima di poter essere ferita, quelli che mi fanno piangere senza motivo e che mi allontanano da chi amo proprio quando invece avrei bisogno che mi stesse accanto.
O almeno spero di riuscire a spiegare agli altri come trattarmi quando la chimica prende il sopravvento.

domenica 27 gennaio 2008

Levatemi le patatine dell'IKEA!!!!

Maledetta SPM, che mi costringi ad abbuffarmi senza posa di cibo pernicioso e non sano, dillo che vuoi rendermi un mostro brufoloso e cellulitico visto che nella prossima settimana non sarò fertile e dunque non dovrò attrarre maschio alcuno.... sei d'accordo con Ratzinger, ammettilo!!

Odio i miei ormoni ballerini.