Queste pagine...

... sono il mio muro del pianto, una valvola di sfogo per una persona che non riesce ad adattarsi alla normalità della vita quotidiana. Perdonate dunque la mancanza di tatto, di peli sulla lingua, magari di rispetto, che avrò nell'esprimere certe opinioni, a volte non proprio "politically correct". Fatevi sotto: ogni commento (purché costruttivo) è il benvenuto!
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sabato 21 febbraio 2009

Finalmente potrò di nuovo uscire la sera...

Oooh! Ci voleva l'ultimo decreto del nostro favoloso governo a farmi tornare la voglia di scrivere, il decreto con i favolosi provvedimenti "anti-stupro"!

Finalmente, dopo tanto patire a causa dei "rumeni-brutti-e-cattivi-che-vengono-a-rubare-il-lavoro-e-a-stuprare-le nostre-donne"... e qui mi interrompo subito perché già mi scappa di dire una cosa. Le "nostre" donne?
Fatemi capire, "nostre" di CHI? Non mi pareva di avere una targhetta sull'orecchio come una mucca e nemmeno un marchio a fuoco su una chiappa che indichi che sono "Italiana doc o dop", ma mi sarà senz'altro sfuggito. Dettagli. Del resto nemmeno ci tenevo a sembrare una forma di parmigiano.
No perché quindi se stuprassero, mettiamo il caso, una badante ucraina o una cuoca etiope andrebbe tutto bene? Solo per capirsi eh, non per fare polemica.
Ok, quelle possono essere stuprate, tanto sicuro non sono nemmeno vergini. Vai a capire cosa fanno, quelle là, per riuscire ad arrivare qui. Eeeeh, signora, sapesse....

Dicevo, finalmente noi belle-e-virtuose-fanciulle-italiane saremo al sicuro quando giriamo di notte per strada. Avremo dei valorosi angeli custodi a vegliare sui nostri passi. Evviva le ronde dei cittadini!
Certo saranno cittadini un po' attempati, magari, visto che si prevede di mandare in strada ufficiali delle forze armate e della protezione civile che sono in pensione.
Forse avranno un accenno di artrite e magari occhiali da Mr. Magoo. Ma che importa? Finalmente si potrà uscire la sera e stare tranquille, ci penseranno loro a sparare ai cattivi!

Ah, ma saranno anche disarmati? Mh.
Vecchi, zoppi, semi-ciechi e anche disarmati. Oddio forse, viste le mani tremolanti e la vista non più da aquila, che non si mettano a imitare John Wayne in mezzo alla strada non sarà proprio male male... molti gatti innocenti risparmiati.

Ma che potranno fare per difenderci? Lanciare la dentiera? Strozzare lo stupratore col catetere? Soffocarlo col riporto? Finirlo a colpi di sporta della spesa?

Ma no! Avranno i telefonini nella fondina!
Grandissima idea, sì sì, basterà che l'anziano angelo, avvistato il losco soggetto - possibilmente rumeno -, faccia una rapida telefonata (rapida, beh, con le dita rattrappite e la cataratta non so...) e arriverà subito (subito?) una bella volante a sirene spiegate a salvare l'innocente donzella e a castigare il brutto rumeno cattivo.

Resto perplessa... ma solo perché sono invidiosa che non ci abbia pensato la sinistra, tutto qui.

E così, il nostro bel governo ha preso due piccioni con una fava: strade più sicure e pensionati meno soli. Ottimo. Tra l'altro, occupati come saranno a fare le ronde come i guerrieri della notte, non penseranno più a come arrivare a fine mese con la misera pensione che prendono e magari scorderanno più in fretta l'inculata pazzesca che hanno appena preso con la Social card.

Mi chiedo però come si risolverà il conflitto di interesse sicurezza/economia-che-gira quando, con il caldo torrido di luglio, nessun telegiornale potrà più dir loro di rifugiarsi nei supermercati o nei centri commerciali, dove c'è l'aria condizionata.
Forse inizierà a serpeggiare la notizia che gli stupratori, spodestati dai vicoli bui e questa volta di nazionalità nepalese, hanno iniziato ad aggredire le brave-massaie-brianzole al reparto latticini dell'Auchan? Ma andate pure a fare la spesa tranquille, ci penserà l'angelo pensionato a stordirli a colpi di stracchino Nonno Nanni!

Staremo a vedere... nel frattempo, per stare più tranquilla, giro con la lacca nella borsa. Hai visto mai un vecchietto mi scambiasse per un pericoloso stupratore, almeno gli rimetto in forma il parrucchino.

martedì 18 novembre 2008

Grazie dei fior....

Sto tentando di trovare un mio equilibrio. Scivolo, mi aggrappo, a volte resisto per un po' ma poi inesorabilmente ricomincio a vacillare. Mi pongo troppe domande forse, mi fermo in mezzo agli incroci, indugio inutilmente, troppo spesso riparto in quarta e investo come un treno in corsa tutto e tutti.

I Fiori di Bach dovrebbero aiutarmi a ritrovare "la diretta via ormai smarrita".
Ecco, secondo uno strano test elettromagnetico, quali sono i miei:

Cerato: non si pone sufficiente ascolto alle proprie impressioni e decisioni, chiedendo in continuazione un parere agli altri senza però tenerne conto. Ci si sente obbligati a controllare le cose più volte (gas, luce, acqua, ecc.), si è facilmente fuorviati dai consigli altrui e poi ci si pente di non essersi fidato del proprio istinto, si è spesso instabili.

Chicory: si vuole bene agli altri, ma si vuole essere contraccambiati. Si è preoccupati per gli altri in maniera tale da poterli comunque anche controllare. Si tiene la casa in maniera impeccabile, stressandosi e stressando. Non si è sufficientemente amati per quello che si è fatto per loro.

Mimulus: per tutte le paure definite, conosciute (per esempio della gente, di animali, del dolore, di morire, di situazioni e cose specifiche); i contatti sociali con estranei (come incontri, telefonate) mettono in difficoltà e se si può si delegano ad altri, o si tende a svolgerli in compagnia di chi si conosce. Per le persone timide, paurose della folla, che arrossiscono facilmente, che hanno spesso mille paure.

Red Chestnut: la paura per la salute e l'incolumità degli altri è la fonte principale di stress. Se qualcuno ritarda il primo pensiero va verso gli incidenti. Si è sempre apprensivi per le persone care. Si immagina sempre il peggio: ogni volta che squilla il telefono si pensa subito alla possibilità di brutte notizie; ci si preoccupa dei mali del mondo e le notizie di ogni telegiornale fanno soffrire.

Star of Bethelhem: quando un trauma o un'esperienza del passato sono i responsabili di alcuni attuali atteggiamenti. Per tutti i traumi.

White Chestnut: ci sono pensieri e preoccupazioni che si ripresentano continuamente, anche senza volerlo. I problemi divengono asfissianti, in quanto la mente vi ritorna sempre; questo ostacola e provoca confusione mentale; i pensieri si susseguono senza conclusione, come un disco rotto: qualcosa, anche una musichetta, è ripetuta nella mente e non dà pace, così alla fine si riposa anche molto male.

Ne prendo 4 gocce sotto la lingua, 4 volte al giorno. Le prime sensazioni sono state pessime: peggioramento di tutti i sintomi, angoscia profonda, scoppi di pianto immotivati, sonno letargico. Mi sento come se mi avessero passato l'anima nella centrifuga. Passerà.
Passerà?

mercoledì 23 luglio 2008

Perle di saggezza da Piazza Tuscolo

Ho assistito a una scena da brivido poco fa.

Roma, quartiere Appio Latino, esterno giorno.
Il garzone di un negozio di alimentari (in cui non metterò mai più piede, n.d.g.) accompagna delicatamente fuori dalla porta e spinge sul marciapiede un'anziana donna, scalza, sporca, che trascina con sé un carrello logoro.

Passano sul marciapiede una donna e una bambina, appena scese (indovinate?) da un SUV.

Lei, la donna, è la tipica mamma di questo quartiere. Tacchi alti, polpacci torniti, lisci di estetista e abbronzati, vestitino svolazzante da 200 euro, borsa Chloè (che ne costa almeno il doppio), piega e meches fresche di parrucchiere.

L'altra, la bambina, la tipica figlia di questo quartiere. Scarpine di vernice rosa, vestitino Baby Armani, boccoli biondi freschi di parrucchiere anche per lei.

- Mamma, perché Gino (ma sì, diciamolo come si chiama 'sto pezzente, n.d.g.) ha cacciato dal negozio quella signora?
- Perché è una signora povera, tesoro.
- E allora mamma? Perché non ci poteva stare nel negozio?
- Perché no tesoro, i poveri puzzano e non ci devono stare vicino al cibo, non è igienico.

Eh... meno male che ci sono le mamme, a spiegare il mondo ai bambini... :|

mercoledì 9 luglio 2008

Sono anziana, portate rispetto

Lo so che brontolo sempre e sembro uno dei vecchietti del loggione del Muppet's Show.
Lo so che ultimamente dico sempre più spesso "quando ero ragazzina io...".
Lo so che ormai un tg direbbe di me "trovata morta una donna (e non più "una ragazza") di 33 anni".

Lo so.

Ma quando un ragazzino, occhialuto e pettinato da una mucca con la scialorrea, ti dice "signora scusi, permesso"... hai attraversato ormai il cancello del viale del tramonto.

A volte ritornano

Ebbene sì. Mi rifaccio viva dopo quasi due mesi di silenzio.
Ma ormai sapete che sono così. Incostante, silenziosa, pigra, presente a intermittenza come un micio.

Le novità? Sto cercando casa. Ebbene sì, la gatta trasloca. Forse.
Sta nel frattempo diventando esperta di "comunicazione selettiva" con gli addetti alle vendite delle agenzie. Qualche esempio? Eccolo:

Se leggete... = Allora vuol dire...
Attico con terrazzo perimetrale = Locale lavatoi condonato (forse) con terrazza condominiale attorno (ma magari il condominio un giorno lo vende)
Piano rialzato = Seminterrato
Giardino interno lastricato = Accesso di straforo alla chiostrina del palazzo (possibilmente quella su cui affacciano i cessi degli appartamenti o la cucina del ristorante cinese all'angolo)
Affaccio riservato = Nella chiostrina interna di cui sopra
80 mq = 45 mq (se va bene)
Cameretta = Sgabuzzino
Terrazzo = Balcone
Balcone = Porta-finestra con 15 cm quadrati di soglia esterna
Ripostiglio = Retro della porta della cucina
Cabina armadio = Armadio a muro
Cucinotto = Se sto dentro io, tu mangi in ingresso col cane
Posto auto = Strada non troppo trafficata, ce la puoi fare a trovare un buco per quel macinino che ti ritrovi
Previsto ascensore = Vai a piedi e non rompere, tanto hai il culone e devi smaltirlo

... to be continued....

domenica 18 maggio 2008

Lettura di riflessione

Streghe, giudei, zingari. Il fuoco è tornato violento e purificatore. (di Nichi Vendola)

Il fuoco è tornato. Violento e purificatore. Illumina la processione nottambula dei rancori e dei pregiudizi. Incenerisce la retorica degli “italiani, brava gente”. Divampa nella neo-lingua italiana, ormai libera da ogni forma di sorveglianza auto-controllo, visto che il nuovo lessico del trash televisivo unifica la nazione e le classi sociali. Sputa le sue lingue incandescenti sull’uomo nero e sulla sua intera etnia:rom, rumeni, sinti, tutti assunti a fattispecie lombrosiana di quell’antropologia criminale con la quale abbiamo inzuppato immaginario e senso comune.

Ecco dunque il fuoco che condanna all’esorcismo e alla cenere quella macchina extra-umana, quello “zingaro ladro di bambini” che risorge come un antico rimosso nello spigolo sporco della nostra più malata modernità.

Ecco il Medioevo che avanza, correndo da internet e da youtube, mentre l’establishment tutto finge di non vedere. Eccola la legalità bipartizan che osserva imperturbabile l’opera scientifica di pulizia etnica messa in campo dagli eserciti camorristi nello sterminato hinterland partenopeo.

Complimenti all’Italia riconciliata nel galateo parlamentare dove si celebra non tanto la fine della “guerra civile” simulata che ha reso urlata e viscerale la politica al tempo dell’avvento di Berlusconi, ma dove si rende solenne l’esaurimento forzoso della politica come spinta conoscitiva e trasformatrice degli assetti sociali dominanti, dove si canta il de profundis alla politica intesa come alternativa,passione civile, persino utopia. E anche della politica intesa come discernimento individuale e memoria collettiva: potremo raccontare a qualcuno dei nostri figli, magari quelli con la testa rasata, magari quelli appesi sull’altalena di piccoli miti miserabili che miscelano lo stadio e i lager di ieri, cosa accadde quando, neppure troppo tempo fa, altre squadre giovanili, altre ronde di giustizieri, cercarono di “derattizzare” la bella mitteleuropea dalle untuose presenze degli zingari? Sapremo dire che l’industria dell’orrore fu alimentata da parole cattive, dalle facili superstizioni dall’ignoranza diffusa? Sapremo dire di quelle tribù nomadi che, con le loro leggende e i loro cammini di libertà, con gli echi gitani o balcanici dei loro suoni e delle loro poesie, conobbero il gelo dei vagoni piombati, e poi cominciarono un viaggio senza ritorno, poi fecero la doccia nelle camere a gas, e poi finirono su per il camino dei forni crematori? Duecentomila morti tra quei nomadi che la croce uncinata strappò dai villaggi.

Non c’è più nessuno che capisca che stiamo toccando il fondo?

Nessuno che alzi la voce contro chi umilia la vita degli altri?

Questa inaudita legittimazione “politica” dell’intolleranza non sarà solo una livida girandola di violenza anti-rom., ma diventerà la cifra di un tempo nuovo e assai inquinato, di un’atmosfera mefitica e cupa, dove ciascuno potrà appiccare il suo rogo personale, perché non c’è nulla di più facile che offrire alla folla inferocita un povero cristo da crocifiggere, un capro espiatorio il cui sacrificio non risolve alcun problema ma almeno sazia la sete di sangue che non abbiamo mai del tutto estinto. Altro che galateo.

Non si è più in grado di vedere il respiro di un bambino dentro l’immagine di un piccolo rom, non c’è analisi possibile di problemi complessi, non c’è più neanche pietà. Anche la chiesa appare prigioniera delle proprie prudenze.

Non c’è nessuno che asciughi le lacrime di uno zingaro dopo che gli abbiamo bruciato la baracca spingendolo verso un nuovo esodo verso il nulla.

Siamo ancora alle prese con gli eretici e le streghe e sodomiti e giudei, ancora abbiamo bisogno di celebrare l’igiene del mondo, ancora subiamo il fascino del fuoco.

Nel nome di una legalità affidata alla polizia speciale della camorra.

Siamo camorristi ma legalitari, questo non è il nazi-decoro borghese di Verona, questa è la Napoli che fu la capitale dell’accoglienza e dell’umanità.

Sta bruciando un intero mappamondo di sentimenti, di valori, di cultura, di coscienza: tutto sembra trascinato in quei fuochi notturni. Altro che sconfitta elettorale.

Siamo senza radici in questa immensa babele di mondezza e cenere, dinnanzi a riti di purificazione e violenza che suscitano il plauso populista.

Forse è anche questo il deserto che dovremmo attraversare.

Liberazione (17 maggio 2008)

domenica 27 aprile 2008

Della natura umana (?)

A volte ho la sensazione che, in una contesa, l'atto del contendere e il desiderio di prevaricare l'altro contendente diventi più importante dell'oggetto conteso.

Poco fa sotto il mio portone.
Esterno notte, una ragazza in scooter si ferma fra due auto in sosta, dietro di lei, aggrappato alla giacca con braccine affettuose, un bambino con il casco in testa.

Un ragazzo esce dal portone e si scaraventa addosso ai due, urlando come una furia:
"Ti sembra questa l'ora di tornare? Eh? Ti sembra questa? Dovevi essere qui per mezzogiorno, sai che ore sono? Sono le otto e mezza, sei la solita stronza inaffidabile!"
Strappa il bambino dall'abbraccio, che si era fatto ancora più serrato, e lo deposita in terra, tornando immediatamente a girarsi verso la ragazza.
"Sono stato anche alla polizia, lo sai? Ti rendi conto di che figura di merda faccio adesso a ritirare la denuncia? A dire che non l'avevi rapito ma che sei la solita stronza, ti rendi conto?!"
Il bimbo ammutolito, prende il papà per mano. Lui sobbalza, lo guarda:
"E tu, entra nel portone e saluta tua madre, perché è l'ultima volta che la vedi!"

Un pianto disperato, quasi un urlo di dolore straziante, prende possesso della scena. Il bambino singhiozza e resta fermo davanti al portone, impalato. Ha le manine serrate a pugno e urla con tutto il fiato che ha.

Il padre, non curante del pianto disperato del bimbo, cioè del banale oggetto della contesa, continua a gridare contro la madre, insultandola.

Lei, che fino a quel momento era rimasta in silenzio con gli occhi abbassati, inizia a gridare, come risvegliata dal pianto del figlio:
"Non puoi fare questo, è mio figlio e ho diritto a passare una giornata con lui!"
"No, tu non hai nessun diritto, sono io che ti faccio il favore!"
....

Sono andata via.
In lontananza, solo parzialmente coperto dalle grida dei genitori, il pianto disperato del bimbo ancora risuonava, solitario e sconsolato, tra i palazzi.

giovedì 3 aprile 2008

...

Secondi frenetici alternati a minuti di noia.
Ore scandite da impegni.
Giorni tutti uguali tra loro, in fila come soldatini impolverati su uno scaffale.
Settimane che scorrono sempre identiche a se stesse, senza lasciarmi addosso nulla che valga la pena ricordare.
Stagioni che si susseguono veloci, portandosi via il mio tempo senza che riesca a dargli un senso.
Anni in cui si perdono i pensieri e si fanno sempre più lontani i sogni.
Che vita sto facendo?

giovedì 20 marzo 2008

Tu chiamale se vuoi....

Emozioni.
Chi sa dirmi cosa sono esattamente? Come si controllano? Come si nutrono? Dove vanno a nascondersi a una certa età?
No perché io non so dove siano finite le mie.

Che poi no, non è vero. Non sono sparite del tutto.
Solo quelle belle sono lontane, evanescenti, ovattate, come se ci fosse attorno a me un filtro, una rete a maglie fitte che permette il passaggio solo di quelle brutte, dolorose.
Quelle sì che arrivano, mi piombano addosso con la potenza di un calcio in pieno petto, che mi toglie il respiro e mi lascia a terra, disorientata, capace di vedere il mondo solo dal basso.
Sono lì e penso se mai riuscirò a rialzarmi e a rivedere le cose dalla stessa angolatura di prima.

Una brutta notizia e via una notte insonne, passata a piangere.
Una buona notizia e spallucce, "meno male che è andata così".
Non va bene questa disparità di reazione.

Fino a qualche anno fa una serata passata in quattro amici, nell'auto posteggiata sotto casa (perché alla fine nessuno ha deciso dove andare), a parlare di cazzate, di sogni, di ricordi, a passarci la bottiglia di vino con i Pearl Jam in sottofondo era una serata memorabile, magari la più bella dell'anno.
Empatia, risate, calore, vita che sembra volerti esplodere nelle vene.

E ora? Dove sono quegli amici? Sono le stesse persone che oggi, quando si incontrano, parlano in modo spento del loro lavoro, di quanto sia duro campare con pochi euro al mese, di quanto costino le case, di che merda sia la politica, di chi si è sposato e di chi è partito.
Dove siamo finiti tutti? Chi ci ha rubato le emozioni?

Mi mancano le mie emozioni. Qualcuno le ha viste?

domenica 27 gennaio 2008

Levatemi le patatine dell'IKEA!!!!

Maledetta SPM, che mi costringi ad abbuffarmi senza posa di cibo pernicioso e non sano, dillo che vuoi rendermi un mostro brufoloso e cellulitico visto che nella prossima settimana non sarò fertile e dunque non dovrò attrarre maschio alcuno.... sei d'accordo con Ratzinger, ammettilo!!

Odio i miei ormoni ballerini.

martedì 1 gennaio 2008

Il 2008...

... è iniziato con un po' di noia, tanta stanchezza, salute zoppicante, pensieri opachi, umore nero.
Speriamo migliori.

giovedì 13 dicembre 2007

Ho iniziato....

... un corso di XPress, programma di grafica editoriale!! :D
Lo so, come mio solito mi carico di cose da fare... come se non ne avessi già abbastanza.
Ma avevo voglia di una novità, di qualcosa che rinfrescasse un po' il mio ruolo lavorativo, che ultimamente è un tantino piatto e noioso.

Non mi aspetto miracoli, ma mi piace quando dopo una fase buia ricomincio a essere propositiva con me stessa. Mi piace quando emergo improvvisamente dall'acqua densa che sembra ricoprire ogni cosa e che sembra voler soffocare ogni mia iniziativa e inspiro finalmente aria, dolorosa ma viva, nei polmoni ormai allo stremo.

sabato 24 novembre 2007

Pensieri circolari

Da tanto non aggiorno il mio blog.
Ho tante cose per la testa ma mi sembra che nessuna sia da condividere.
Sono in preda a quelli che chiamo "pensieri circolari": ricorrenti, senza capo né coda, senza risoluzione.
Sono piena di cose da fare, di persone da accontentare, di compiti da assolvere... a fine giornata mi sento svuotata di ogni energia e troppo, troppo stanca per condividere qualcosa con qualcuno.

giovedì 11 ottobre 2007

Bio ma immorale

Non è giusto.
Non è moralmente giusto.
Non è umanamente possibile che per 400 grammi di pane (2 panini integrali) senza lievito si debbano pagare 3,50 euro. Il pane, la base dell'alimentazione....

Ma cazzarola è colpa mia se sono allergica al lievito? Oo
Dico, già mi devo mangiare sta roba che sembra legno o cartone.... e devo pure pagarla un occhio della testa?

Che strazio....

martedì 2 ottobre 2007

Addio Bernardo...

Riporto le ultime notizie ma non commento, non ce la faccio ora.

Uccisi per avvelenamento il mitico Bernardo e altri due esemplari di marsicano.
Una taglia sui responsabili

PESCARA - Potrebbero essere stati avvelenati tre orsi marsicani trovati morti nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. A sostenerlo sono sia il Corpo forestale dello Stato, sia il presidente dell'ente, Giuseppe Rossi. Le carcasse degli animali trovati deceduti - due femmine e un maschio, il celebre Bernardo che era diventato da tempo uno dei simboli del Parco (era nata addirittura un'associazione, «Amici di Bernardo», che si occupa tra l'altro di risarcire i proprietari di galline di cui l'orso era ghiotto) - sono state trasferite all'Istituto zooprofilattico di Roma per l'esame necroscopico di rito. La Forestale fa sapere che all'interno del territorio abitato dall'orso sono stati anche rinvenuti i resti di una capra su cui si stanno effettuando degli esami necroscopici per verificarne l'eventuale avvelenamento». E il Wwf rivela che altri animali, nella fattispecie due lupi, sono risultati morti, sempre per avvelenamento, nella stessa zona.

LA TAGLIA E IL SITO A LUTTO - Il fenomeno è dunque particolarmente grave. Al punto che lo stesso Wwf ha deciso di mettere una «taglia» di 10 mila euro sui responsabili: la somma, fanno sapere gli ambientalisti, sarà consegnata a chi sarà in grado di consegnare gli autori del gesto alla giustizia. I Verdi hanno aggiunto altri 10 mila euro all'iniziativa del Wwf. L'associazione del Panda chiede una sorta di «Ris» (i carabinieri specializzati nelle indagini scientifiche) per la tutela dell'orso marsicano, ovvero una squadra investigativa in grado di condurre indagini puntuali e di rintracciare coloro che si sono macchiati di questo reato. Per sottolineare la drammaticità di quanto accaduto, il Wwf Italia ha deciso di listare a lutto il proprio sito Internet.

«EPISODI GRAVISSIMI» - «Uccidere un orso marsicano, uno dei pochissimi esemplari che popolano le montagne dell'Appennino - commenta Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf e anima del parco naturale abruzzese - , è come abbattere un pezzo di Cappella Sistina. Sempre nella Marsica l'anno scorso sono stati ritrovati più di 10 grifoni avvelentati e tanti altri animali. Ora serve una risposta ferma e puntuale sulla prevenzione». «Non ci sono parole per definire questa ennesima mattanza - aggiunge Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente -. Siamo di fronte a delinquenza pura e brutale alla quale bisogna rispondere con la massima determinazione nell'annientare il bracconaggio».

STILLICIDIO DI DECESSI - La morte di Bernardo e degli altri due esemplari femmina, una delle quali era la sua «compagna», è solo l'ultimo caso di uno stillicidio delle uccisioni di plantigradi che negli ultimi anni ha registrato una forte recrudescenza. Sul banco degli imputati sono finiti, tra gli altri, bocconi avvelenati, i percorsi del treno non protetti nella parte che passa all'interno dell'area protetta e anche i carnieri che - secondo alcuni- vengono ancora realizzati nel parco. Secondo le ricerche più accreditate, ricorda la Legambiente, la piccola popolazione di orsi residua nel Parco sarebbe stimata in circa 40-50 individui (report recenti azzardano anche che la quota sia scesa sotto la soglia dei 30 individui). Con l'uccisione di Bernardo e degli altri due esemplari la popolazione dunque si sarebbe ridotta del 4% in un colpo solo.


Ecco quello che rimane di Bernardo:

giovedì 27 settembre 2007

Voglio vivere in un quartiere in cui......

... se la mia macchina parcheggiata da fastidio ci trovo sopra un cartello "spostala" (con o senza "per favore", fa lo stesso) e non degli sputi.

... se ho voglia di fare una sauna vado in un centro estetico e non sono obbligata a farla sul tram che mi porta al lavoro.

... se uno straniero mi avvicina è sicuramente un inglese che vuole indicazioni per l'ostello e non un rumeno ubriaco che mi chiede soldi.

... se i vicini litigano lo fanno a bassa voce e non urlando come fossero tra la folla (e quando urlano comunque non li sento perché ho le pareti di pietra e non di cartongesso).

Voglio vivere in un quartiere che forse non potrò mai permettermi, sebbene abbia una laurea e un lavoro a tempo pieno.

Grazie cari Deputati che vi accaparrate le case del Centro a due soldi. E poi vi riempite la bocca di fandonie sul diritto alla casa.
Grazie caro Vaticano che detieni 1/4 delle case del Centro. E poi pretendi le nostre elemosine.
Grazie cara Roma che ti ingrandisci a dismisura. E ci costringi a stare stipati come bestie.

Le bestie stipate diventano cattive. Ricordatevelo. Tutti.

sabato 22 settembre 2007

Ridatemi le mie ali...



















Niente paura, si tratta di un innocuo "patch test" per rilevare le allergie alimentari... solo che la mia mente malata, alla vista allo specchio dei due cerotti proprio all'altezza delle scapole, ha partorito l'idea di un angelo a cui siano state tagliate via le ali... lo so, sono bacata.
Non che io mi senta un angelo ma... mi piaceva l'idea ed ecco la foto (fatta da R., che ha saputo interpretare magistralmente la mia idea... forse un po' bacato lo è anche lui).

Tornando sulla terra, ahimé sono risultata allergica a:
- spinaci (evviva, ho una scusa per non mangiarli!) +++
- broccoli, broccoletti, cavolo, cavolfiore (sigh!) ++
- mais (doppio sigh!) ++
- melanzane, peperoni (per i peperoni chissenefrega, ma le melanzane!!!! Argh!) ++
- pomodori, patate, zucchine, zucca, carote (posso mangiarli solo ben cotti e saltuariamente...) +
- lieviti (la pizzaaaaaa!!!!!!) +

Ora devo stare 3 mesi a dieta senza questi alimenti, poi piano piano posso cominciare a reintrodurli uno alla volta e vediamo che succede...

Intanto, siccome non tutti i mali vengono per nuocere, la dottoressa mi ha dato una ricetta per cuocere pane/pizza/focaccia senza usare il lievito! Pare sia sufficiente lasciar macerare per 12 ore due mele mature, sbucciate e tagliate, nell'acqua che si usa per impastare la farina. Proverò sicuramente, poi vi dico se funziona.

lunedì 17 settembre 2007

E mi parlano di ecologia....

Dal 31 ottobre il mio "fido destriero bianco", cioè il mio adorato motorino Free 50 cavalli che dal 1995 mi scarrozza su e giù per la città, non potrà più circolare nell'anello ferroviario (in cui io vivo e lavoro).
Motivo? Perché è un "Euro Zero". Inquina.
Oh ma che Comune attento che abbiamo....

E così devo rottamare (atto che di per sé consuma non poca energia...) un motorino che, anche se anagraficamente parlando nuovo non è, ha fatto solo 20.000 km (casa-università e casa-ufficio per 12 anni, un massimo 12 km al giorno!), cammina spedito senza dare segni di cedimento, ha un motore che è un orologio, una carrozzeria invidiabile, un impianto elettrico che non mi ha mai dato problemi.
E devo acquistare qualcosa di nuovo (altra energia consumata per la costruzione...) che, a detta di tutti i meccanici, probabilmente mi durerà 4-5 anni al massimo e poi sarà anche lui da rottamare (con altro dispendio energetico...).
Che poi parliamoci chiaro, agli "sfasciacarrozze" romani il motorino giace almeno 6 anni prima di essere rottamato e nel frattempo l'olio residuo e gli altri liquidi super-inquinanti, complice il sole che distrugge i tubicini di plastica, percolano nel terreno e scendono bellamente nelle falde acquifere...

Il suddetto magnanimo Comune elargisce generosamente un "incentivo" di 200 euro per rottamare i vecchi motorini! Caspita!
Ovvio però che questi soldini me li da solo se, contestualmente alla rottamazione del vecchio ciclomotore, ne compro uno nuovo... che ne costa minimo 1.500.
Un mese di stipendio. Sigh.
Un mese di stipendio buttato per acquistare qualcosa che tecnicamente non mi serve, visto che un motorino già ce l'ho. Doppio sigh.

La cosa che più mi fa incazzare è: perché quei 200 euro il Comune non me li da per "catalizzare" il mio vecchio motorino e renderlo conforme alla legge sui gas di scarico?
Perché me li da solo se acquisto un mezzo nuovo, con tutto il dispendio di energia che questo comporta?

Poi mi dicono che vedo complotti ovunque...

mercoledì 11 luglio 2007

10 motivi per boicottare Procter&Gamble

1. SPERIMENTAZIONE SU ANIMALI
“Non si può prescindere dalla sperimentazione sugli animali”: sono parole del responsabile delle relazioni esterne della Procter&Gamble Italia. Ovviamente non è così. Molte aziende nel mondo vendono i loro prodotti non testati con la vivisezione, mentre la P&G continua a torturare gli animali nei suoi laboratori.

2. ABUSO DI POTERE
Fa parte dell’associazione americana Business Round Table che ha lo scopo di fare pressione sul potere politico affinché compia scelte economiche favorevoli alle grandi imprese. Ogni anno compie donazioni ai partiti americani. È citata tre le prime 15 società che finanziano sedicenti associazioni ambientaliste, pronte a difendere tesi favorevoli alle imprese. Ha esercitato forti pressioni sull’ente americano Food and Drug Administration per ottenere autorizzazioni.

3. DANNI ALL’AMBIENTE
È responsabile di una delle maggiori fonti di rifiuti del mondo: i pannolini. Negli USA ne sono utilizzati 16 miliardi l’anno, pari al 2% della spazzatura prodotta nel paese. Ha patteggiato con l’Agenzia per la Protezione Ambientale degli USA le misure da assumere per regolarizzare varie situazioni anomale in alcuni stabilimenti. Nel ‘96 una fuoriuscita di oli minerali nello stabilimento irlandese di Nenagh ha contaminato vari pozzi. Nel ‘97 ha sostenuto l’associazione Keep American Beautiful creata dalle industrie di imbottigliamento con lo scopo di non far passare alcuna legge contro le bottiglie usa e getta. Fa parte di WBCSD, un’associazione creata dalle multinazionali per promuovere una falsa idea di sviluppo sostenibile, affinché nell’opinione pubblica si radichi l’idea che l’ambiente si difende facendo crescere la produzione.

4. VENDITE IRRESPONSABILI
Nel ‘97 ha messo a punto un prodotto di sintesi, denominato “Olestra”, da utilizzarsi come sostituto dell’olio. La Food and Drug Administration ha autorizzato l’uso di Olestra per la produzione di patatine e snacks vari. È stato accertato, tuttavia, che il prodotto può indurre il mancato assorbimento di vitamine liposolubili e può provocare diarrea.
Secondo la rivista “Earth Island Journal” e la guida OGM Free le patatine Pringles contengono organismi geneticamente modificati (ma non è dichiarato sulla confezione).

5. VIOLAZIONI DEI DIRITTI DEI LAVORATORI
Nel '97 otto persone negli Stati Uniti si sono rivolte alla Corte Federale perché discriminati nell’assunzione da Max Factor (marchio P&G). Nel ‘98 ha comprato in Russia tre aziende a prezzi stracciati, approfittando della complicità delle autorità, e le ha ristrutturate mettendo a rischio 700 posti di lavoro. Nel '99 ha annunciato la chiusura di 10 impianti, in varie parti del mondo, con il licenziamento di 15.000 dipendenti.

6. AFFILIAZIONE CON REGIMI OPPRESSIVI
Ha filiali in molti Stati non democratici e in cui non sono rispettati molti diritti umani.

7. ILLECITI
Nel ‘97 ha patteggiato assieme ad altre nove multinazionali una multa di 4,2 milioni di dollari con l’Antitrust degli Stati Uniti per non aver distribuito tutti i buoni annunciati durante alcune promozioni.

8. FALSA PUBBLICITÀ
Spende in Italia circa 220 milioni l’anno in pubblicità, prima società non alimentare. In tutto il modo circa 5,5 miliardi. È stata condannata dal Giurì dello IAP per avere violato il Codice di Autodisciplina Pubblicitaria per una pubblicità del prodotto Mastro Lindo.

9. POCA TRASPARENZA
In generale le etichette dei prodotto P&G sono poco chiare e forniscono scarse informazioni.

10. EVASIONE FISCALE
Ha finanziarie nei paradisi fiscali, tra cui Bermuda e Antille Olandesi.

Nonostante questi esempi di sfruttamento sociale, ambientale ed animale, adesso la P&G tenta ADDIRITTURA di crearsi un’immagine buonista con la patetica campagna propagandistica del detersivo Dash, che fa l’elemosina ai bambini negli ospedali…

Ecco i prodotti a marchio P&G: Ace, Apc, Ariel, Asciugatutto, AZ, Baleno, Bolt, Boss, Bounty, Camay, Clearasil, Dash, Demak’up, Dignity, Dora, Douss Douss Intima, Eukanuba, Experience, Febreze, Gentile, Head&Shoulders, Iams, Infasil, Intervallo, Keramine H, Kukident, Laura Biagiotti, Lenor, Lines, Linidor, Mastro Lindo, Max Factor, Milton, Mister Verde, Napisan, Nelsen, Noxzema, Oil of Olaz, Pampers, Pantene, Poffy, Polin, Pringles, Può, Senz’acqua, Spic&Span, Swiffer, Tampax, Tempo, Tide, Topexan, Tuono, Viakal, Vicks, Victors, Zest

lunedì 25 giugno 2007

Paura del cambiamento?

L’inerzia della mente umana e la sua resistenza all’innovazione si dimostrano più chiaramente non, come si potrebbe pensare, nelle masse incolte, bensì nei professionisti, coi loro interessi acquisiti per tradizione e per il monopolio del sapere.
L’innovazione costituisce una duplice minaccia per le mediocrità accademiche: essa mette in pericolo la loro autorità di oracoli ed evoca il timore più profondo che tutto il loro edificio intellettuale, laboriosamente costruito, possa crollare.
(Artur Koestler: da I Sonnambuli)

Nulla di più veritiero.
Pagato, salato, sulla mia pelle.
E su quella di tanti animali che continueranno a morire per nulla.