Queste pagine...

... sono il mio muro del pianto, una valvola di sfogo per una persona che non riesce ad adattarsi alla normalità della vita quotidiana. Perdonate dunque la mancanza di tatto, di peli sulla lingua, magari di rispetto, che avrò nell'esprimere certe opinioni, a volte non proprio "politically correct". Fatevi sotto: ogni commento (purché costruttivo) è il benvenuto!

sabato 21 febbraio 2009

Finalmente potrò di nuovo uscire la sera...

Oooh! Ci voleva l'ultimo decreto del nostro favoloso governo a farmi tornare la voglia di scrivere, il decreto con i favolosi provvedimenti "anti-stupro"!

Finalmente, dopo tanto patire a causa dei "rumeni-brutti-e-cattivi-che-vengono-a-rubare-il-lavoro-e-a-stuprare-le nostre-donne"... e qui mi interrompo subito perché già mi scappa di dire una cosa. Le "nostre" donne?
Fatemi capire, "nostre" di CHI? Non mi pareva di avere una targhetta sull'orecchio come una mucca e nemmeno un marchio a fuoco su una chiappa che indichi che sono "Italiana doc o dop", ma mi sarà senz'altro sfuggito. Dettagli. Del resto nemmeno ci tenevo a sembrare una forma di parmigiano.
No perché quindi se stuprassero, mettiamo il caso, una badante ucraina o una cuoca etiope andrebbe tutto bene? Solo per capirsi eh, non per fare polemica.
Ok, quelle possono essere stuprate, tanto sicuro non sono nemmeno vergini. Vai a capire cosa fanno, quelle là, per riuscire ad arrivare qui. Eeeeh, signora, sapesse....

Dicevo, finalmente noi belle-e-virtuose-fanciulle-italiane saremo al sicuro quando giriamo di notte per strada. Avremo dei valorosi angeli custodi a vegliare sui nostri passi. Evviva le ronde dei cittadini!
Certo saranno cittadini un po' attempati, magari, visto che si prevede di mandare in strada ufficiali delle forze armate e della protezione civile che sono in pensione.
Forse avranno un accenno di artrite e magari occhiali da Mr. Magoo. Ma che importa? Finalmente si potrà uscire la sera e stare tranquille, ci penseranno loro a sparare ai cattivi!

Ah, ma saranno anche disarmati? Mh.
Vecchi, zoppi, semi-ciechi e anche disarmati. Oddio forse, viste le mani tremolanti e la vista non più da aquila, che non si mettano a imitare John Wayne in mezzo alla strada non sarà proprio male male... molti gatti innocenti risparmiati.

Ma che potranno fare per difenderci? Lanciare la dentiera? Strozzare lo stupratore col catetere? Soffocarlo col riporto? Finirlo a colpi di sporta della spesa?

Ma no! Avranno i telefonini nella fondina!
Grandissima idea, sì sì, basterà che l'anziano angelo, avvistato il losco soggetto - possibilmente rumeno -, faccia una rapida telefonata (rapida, beh, con le dita rattrappite e la cataratta non so...) e arriverà subito (subito?) una bella volante a sirene spiegate a salvare l'innocente donzella e a castigare il brutto rumeno cattivo.

Resto perplessa... ma solo perché sono invidiosa che non ci abbia pensato la sinistra, tutto qui.

E così, il nostro bel governo ha preso due piccioni con una fava: strade più sicure e pensionati meno soli. Ottimo. Tra l'altro, occupati come saranno a fare le ronde come i guerrieri della notte, non penseranno più a come arrivare a fine mese con la misera pensione che prendono e magari scorderanno più in fretta l'inculata pazzesca che hanno appena preso con la Social card.

Mi chiedo però come si risolverà il conflitto di interesse sicurezza/economia-che-gira quando, con il caldo torrido di luglio, nessun telegiornale potrà più dir loro di rifugiarsi nei supermercati o nei centri commerciali, dove c'è l'aria condizionata.
Forse inizierà a serpeggiare la notizia che gli stupratori, spodestati dai vicoli bui e questa volta di nazionalità nepalese, hanno iniziato ad aggredire le brave-massaie-brianzole al reparto latticini dell'Auchan? Ma andate pure a fare la spesa tranquille, ci penserà l'angelo pensionato a stordirli a colpi di stracchino Nonno Nanni!

Staremo a vedere... nel frattempo, per stare più tranquilla, giro con la lacca nella borsa. Hai visto mai un vecchietto mi scambiasse per un pericoloso stupratore, almeno gli rimetto in forma il parrucchino.

martedì 27 gennaio 2009

Uhm...

Sono più di due mesi che non do segni di vita qui sopra.
Se esiste un "blocco del blogger"... ecco, ce l'ho.

martedì 18 novembre 2008

Grazie dei fior....

Sto tentando di trovare un mio equilibrio. Scivolo, mi aggrappo, a volte resisto per un po' ma poi inesorabilmente ricomincio a vacillare. Mi pongo troppe domande forse, mi fermo in mezzo agli incroci, indugio inutilmente, troppo spesso riparto in quarta e investo come un treno in corsa tutto e tutti.

I Fiori di Bach dovrebbero aiutarmi a ritrovare "la diretta via ormai smarrita".
Ecco, secondo uno strano test elettromagnetico, quali sono i miei:

Cerato: non si pone sufficiente ascolto alle proprie impressioni e decisioni, chiedendo in continuazione un parere agli altri senza però tenerne conto. Ci si sente obbligati a controllare le cose più volte (gas, luce, acqua, ecc.), si è facilmente fuorviati dai consigli altrui e poi ci si pente di non essersi fidato del proprio istinto, si è spesso instabili.

Chicory: si vuole bene agli altri, ma si vuole essere contraccambiati. Si è preoccupati per gli altri in maniera tale da poterli comunque anche controllare. Si tiene la casa in maniera impeccabile, stressandosi e stressando. Non si è sufficientemente amati per quello che si è fatto per loro.

Mimulus: per tutte le paure definite, conosciute (per esempio della gente, di animali, del dolore, di morire, di situazioni e cose specifiche); i contatti sociali con estranei (come incontri, telefonate) mettono in difficoltà e se si può si delegano ad altri, o si tende a svolgerli in compagnia di chi si conosce. Per le persone timide, paurose della folla, che arrossiscono facilmente, che hanno spesso mille paure.

Red Chestnut: la paura per la salute e l'incolumità degli altri è la fonte principale di stress. Se qualcuno ritarda il primo pensiero va verso gli incidenti. Si è sempre apprensivi per le persone care. Si immagina sempre il peggio: ogni volta che squilla il telefono si pensa subito alla possibilità di brutte notizie; ci si preoccupa dei mali del mondo e le notizie di ogni telegiornale fanno soffrire.

Star of Bethelhem: quando un trauma o un'esperienza del passato sono i responsabili di alcuni attuali atteggiamenti. Per tutti i traumi.

White Chestnut: ci sono pensieri e preoccupazioni che si ripresentano continuamente, anche senza volerlo. I problemi divengono asfissianti, in quanto la mente vi ritorna sempre; questo ostacola e provoca confusione mentale; i pensieri si susseguono senza conclusione, come un disco rotto: qualcosa, anche una musichetta, è ripetuta nella mente e non dà pace, così alla fine si riposa anche molto male.

Ne prendo 4 gocce sotto la lingua, 4 volte al giorno. Le prime sensazioni sono state pessime: peggioramento di tutti i sintomi, angoscia profonda, scoppi di pianto immotivati, sonno letargico. Mi sento come se mi avessero passato l'anima nella centrifuga. Passerà.
Passerà?

giovedì 13 novembre 2008

Ma quale occhio felino!

La vostra gatta è una talpina in realtà. :(
Dopo la visita dall'oculista è venuto fuori che la mia ipermetropia adolescenziale, che sarebbe dovuta regredire con la crescita, sta tutta lì... anzi, è anche aumentata. Yuppi.
Non so se sia il sintomo forte e chiaro della mia ormai conclamata sindrome di Peter Pan, fatto sta che i miei occhi, come molte altre cose di me, si rifiutano di crescere.
Ma vabbè, fin qui poco male, ho adattato i miei occhiali da vicino (che già portavo da 10 anni) con nuove lenti e, con 50€ di spesa, ora leggo più spedita di prima.

Per non farci mancare nulla però, abbiamo anche scoperto che sono diventata astigmatica. Credevo di vedere bene da lontano, ma quando mi ha messo degli occhiali di prova mi si è aperto un mondo nuovo, fatto di scritte nitide e leggibili anche a distanze notevoli.
Però, stai a vedere che il mondo lo vedo brutto per colpa dell'astigmatismo! Chissà che con un paio di occhiali non riesca a scorgere la bellezza anche in Maria De Filippi o nei campi Rom della Casilina...

Mi reco così, triste e mesta ma in fondo fiduciosa, dall'ottico per fare anche un paio di occhiali da lontano. Ora, sarà come dice lui che ho il rifiuto dell'idea di dover mettere gli occhiali, ma non ho trovato una sola montatura, una, che non mi rendesse simile a una zitella nazilesbica inacidita.
O squadrate, fluo-plasticose e pesanti stile Gelmini (che per l'amor di dio), o praticamente inesistenti (ma pur sempre squadrate, non si scappa) che danno un'aria anziana e rassegnata.
Mi guardo attorno, sia nei negozi che fra la gente in metro, faccio caso agli occhiali di tutti, che prima neanche avevo mai notato, alla ricerca di una montatura sottile, delicata, tondeggiante, da tardo-adolescente secchiona. Tutti con occhiali squadrati, persino i protagonisti di Grey's Anatomy, nella lontana Seattle, li portano così. Niente da fare, la moda ancora una volta comanda.

Opto scoraggiata per le lenti a contatto.
L'ottico mi ordina un paio di Baush & Lomb Soflens Toric mensili, su misura per il mio difetto. Confezione da 3 lenti per ciascun occhio, 3 mesi di luce garantita, il tutto per 60 euro.
Entro così in un mondo nuovo, fatto di correzioni sferiche e cilindriche, tacche di posizionamento, bordi svasati, liquidi disinfettanti e soluzioni da risciacquo in cui c'è da perdersi, ve lo assicuro.

Dopo un'iniziale armeggiamento, che mi ha reso gli occhi iniettati stile Gatto Silvestro dopo una notte insonne, riesco a mettere finalmente questi aggeggi. Fastidiosissimi. Appena messe sembra di avere dell'acqua fredda negli occhi, in realtà dopo pochi minuti l'occhio è più secco della Death Valley, con una sensazione perenne di corpo estraneo, tipo un pelo o una ciglia, che permane anche dopo tolte le lentine.
Penso che non ce la farò mai, preferisco quasi tornare al mio mondo opaco e distorto.

Ma la gatta impara in fretta...
Già ieri mattina sono riuscita a far entrare la molliccia lente destra solo al secondo tentativo. La sinistra ha opposto un po' più di resistenza (almeno lei sa cosa significa di essere di sinistra...) ma alla quarta volta ho annegato nella salina la facinorosa ribellione e ho vinto io.
Stamattina la sinistra ha capitolato subito e la destra invece mi ha dato filo da torcere. Gran cosa la par condicio, speriamo si accordino sulla comune linea della morbidezza al più presto o le fiondo entrambe, tanto per non fare torto a nessuno.

Una rapida consultazione del mio forum di amichette mi ha ora aperto le porte della conoscenza di mille marche di lentine, ciascuna con caratteristiche uniche, più mille dritte per indossare questi infernali marchingegni senza massacrarsi le cornee. Credo inizierà un percorso di autoconsapevolezza oftalmica di dimensioni epiche.
Prossimo passo: tentare con le Proclear, che mi dicono essere più delicate delle B.&L. Vedremo come va a finire... se non mi vedrete scrivere più sappiate che starò seguendo un corso di Braille.

lunedì 27 ottobre 2008

Pet Society, ovvero la parodia delle nostre misere vite

Pet Society è un gioco online della Playfish, associato alla piattaforma Facebook, che ci permette di creare un animaletto con le sembianze che più ci aggradano (ma attenzione, solo all’inizio è gratis, poi i ritocchi successivi si pagano! Un po’ come la chirurgia plastica o i trattamenti estetici insomma…) e di assegnargli un nomignolo idiota.
Una volta completata la creazione, lo visualizziamo solo e annoiato in una casetta piccola, tristemente spoglia, nudo come un verme, sporco e con pochi spiccioli virtuali in tasca.

In cosa consiste il gioco? Nel far vivere in società questa bestiola.

Facile no? In fondo basta fargli fare quello che facciamo anche noi quotidianamente...
Ma andiamo con ordine: per prima cosa ci sono tre parametri da tenere costantemente alti: quello della pulizia, quello della salute e quello della felicità.

Il primo è il più facile da mantenere, abbiamo infatti in dotazione una saponetta. Una passata mattutina, qualche bolla di sapone e via, splendenti e profumati, pronti per affrontare il mondo.

Il parametro salute si alza facendo mangiare l’animaletto. Come? Come facciamo noi: si va al negozio di alimentari e si compra cibo. Più il cibo costa, più il livello di salute resta alto a lungo. Meno si spende e meno dura l’effetto. Con una cipolla da 5 monete si sta bene 1 minuto, con una bella e dispendiosa bistecca si va lisci fino a domani. Basta pagare, che ci vuole?

Il parametro felicità, oltre a essere collegato ai primi due (meditate gente, meditate…come si può infatti pretendere di essere felici se si è sporchi e affamati?), si alza in diversi modi: con le coccole virtuali, grattando la bestiola con una spazzolina che abbiamo in dotazione, giocando con lui a palla, con il freesbee o una corda per saltare, andando a trovare gli amici virtuali (ebbene sì, vediamo in città le case dei Pet dei nostri amici e possiamo andare nelle loro case per baciarli, ballare con loro, abbracciarli o chiacchierare) … ma qui viene il bello.
Tutto questo non gli basta. Lui infatti si rattrista dello stare nudo in una casa vuota e dobbiamo comprargli vestitini, mobili, fiori, ammennicoli inutili, tappezzerie nuove: tutto naturalmente disponibile nei negozietti virtuali della città virtuale della bestiola virtuale.

Ovviamente, come accade nelle nostre città, i negozi tirano fuori sempre articoli nuovi a seconda del periodo dell’anno e noi dobbiamo per forza avere quella nuova lampada con la zucca di Halloween, quel vestitino da Babbo Natale edizione limitata, o una bella finestra con le sbarre così si sta più sicuri… hai visto mai che entri qualche Pet rumeno a rubarmi il televisore nuovo!

Più si guadagna, più si accumulano punti e il livello del nostro Pet si alza nella società… ecco allora che ci ritroviamo una casa più grande (con nuovo spazio da riempire di nuovi mobili), giocattoli più belli (ma più difficili da usare), una fame sempre maggiore (questa è una delle cose che più mi fa riflettere).

Come nella vita vera, servono nuovi soldi! Come fare? Qui entano in gioco:
1) una banca virtuale, che tanto virtuale non è visto che permette di acquistare monetine farlocche spendendo monete vere con Paypal…
2) uno stadio in cui esercitarsi e competere in una corsa a ostacoli che ci permette, qualora vinciamo, di guadagnare ben 30 monete (certo è poca cosa in confronto agli stipendi dei caciatori, ma si sa che l’atletica è uno sport di serie C);
3) gli amici; sì perché andando a trovare i Pet degli amici e interagendo con loro guadagnamo sempre qualche monetina. Accidenti, che amicizie opportuniste… mi ricorda davvero qualcosa;
4) infine, se proprio non ce la facciamo possiamo sempre rivenderci qualche mobile o qualche abito passato di moda… ma attenzione che la tristezza è in agguato!

Per fortuna che almeno qui non c’è (ancora) il lavoro…